TENTATIVO DI ANTICIPARE LA GIORNATA


Il progetto installativo Tentativo di allungare la giornata nasce da esperimenti di modulazione della luce, fenomeno e strumento primario nel progetto, fino a farla diventare ironico indicatore temporale. Lo spunto pratico deriva da suggestioni sull'uso della luce solare in incredibili esperimenti quasi fantascientifici. Si sono succeduti infatti numerosi tentativi di deviare la luce per alterare la ciclicità del giorno e della notte, convergere i raggi paralleli in fasci altamente energetici e distruttivi per scopi bellici. Solo negli ultimi venti anni sono stati spediti ben tre satelliti russi nello spazio, gli “Znamya”, protagonisti di un progetto a dir poco visionario per illuminare le notti terrestri.

 

Installation view at TU35, Museo di Arte Contemporanea Pecci, Prato, IT

ORIZZONTE SENSIBILE


ORIZZONTE REALE

Cosa guardiamo allora quando guardiamo l’orizzonte?

Non cerchiamo forse “guardando lontano”, qualcosa al di là?

Illustrazione di un progetto per la realizzazione di un "Sun gun", 1923

L'immagine riportata sopra, nonostante lo scopo "discutibile", racchiude in sè il fascino di questi tentativi falliti e la propensione umana verso l'esplorazione tecnologica, al porre dei limiti ed allo stesso tempo volerli superare.

Durante delle escursioni notturne la riscoperta e l'attesa di un alba e la sua “relatività” in base al punto di osservazione sono stati fattori scatenanti per l'avvio del progetto. La ricerca ha avuto inizio grazie alla consapevolizzazione della relatività dell'orizzonte visibile, quella linea terra tangibile e concreta che esclude dallo sguardo ciò che si trova oltre.

Ma in che cosa consiste l'orizzonte? Sappiamo fin dalle prime lezioni di geometria che servì per stabilire una demarcazione, risposta alle esigenze rappresentative per riportare su un piano gli effetti della profondità spaziale, ma l'orizzonte geometrico – matematico e “assoluto” definisce lo spazio euclideo tracciando una linea terra ideale. La parte visibile, su cui il nostro sguardo può far presa, è la parte delimitata da un'altra linea, chiamata dalla geodetica in maniera incredibilmente poetica: orizzonte sensibile. Lasciando aperta la precedente domanda, ne sovviene un'altra:

TENTATIVO DI ANTICIPARE LA GIORNATA


Video Full HD, formato 16:9

Audio stereo

durata 5 min

2017


Tentativo di anticipare la giornata è la documentazione di una azione fallace in partenza; ricorrendo ad un semplice oggetto per deviare la luce solare si cerca di alterare idealmente l’inizio del giorno, ricorrendo alla sua rappresentazione: l’immagine di un orizzonte da cui lentamente, sospeso nella durata incerta dell’aurora, si eleva il sole. L’immagine iconica della stella solare in prossimità della linea terra è una associazione diretta alla scansione temporale delle nostre giornate, nonostante ci sia spesso negata nella quotidianità la visione di un alba o di un tramonto e trascurandone gli estremi temporali, siamo profondamente legati a queste immagini archetipiche e alla concezione circolare propria delle società premoderne. Uno specchio posto sul crinale di un'altura, si trasforma in un dispositivo, un ironico modulatore tempo-luce, per “acchiappare” la luce emessa dal sole prima che esso stesso compaia dalla linea d’orizzonte, la linea apparente che separa la terra al cielo.

Anticipare ciò che la linea dell’orizzonte sensibile lascia solo immaginare diventa un "tentativo di anticipare la giornata", un appunto alle pretese di controllo umane sulla ciclicità del tempo “reale” e sulla relatività di un limite comunque incerto.


“In un senso ovvio siamo tutti viaggiatori nel tempo. Senza che facciamo nulla, siamo inesorabilmente trasportati nel futuro al ritmo solenne di un secondo al secondo.

Ma ciò è di scarso interesse.

Un vero viaggiatore nel tempo vuole balzare in avanti in modo spettacolare, giungendo nel futuro prima di tutti gli altri.


E’ possibile?”




Paul Davies, La Macchina del Tempo

Installation view at Curant D’Ajer, Fundaziun Nairs, Scuol, CH

Il video fa parte di una installazione multicanale dal titolo Tentativi di alterare la giornata:


Cosa succederebbe se ci fosse concesso di governare i ritmi della natura?

La risposta a questa domanda appare utopica e al contempo distopica. Da un lato c’è il sogno della scienza di agire su tutta la sfera del reale, di vivere in un mondo perfettamente controllato e pianificato; dall’altro la consapevolezza che un potere tale ci condurrebbe con ogni probabilità verso scenari apocalittici. Tentativi di alterare la giornata è un progetto che riflette sulla smania antropocentrica e sulla fragilità dell’uomo che si confronta con il proprio desiderio di fermare il tempo. Formato da tre azioni simboliche, presentate attraverso l’installazione di differenti video multicanale in dialogo fra loro, ci restituisce una visione ironica e onirica. Nella prima azione, Tentativo di anticipare la giornata, Aischa Müller ricorre a uno specchio per deviare i raggi del sole e farli emergere con qualche minuto d’anticipo dalla linea dell’orizzonte. La seconda, Tentativo di fermare la giornata, ha come protagonista un cipresso solitario che assume la funzione di una meridiana. In una progressiva tensione, l’intervento dell’artista lo distorce a tal punto da bloccare, di conseguenza, anche l’avanzare dell’ombra che non riesce a superare la tacca sulla quale è costretta. Infine, con Tentativo di allungare la giornata, lo sguardo torna sull’orizzonte, inteso come archetipo della rappresentazione dell’inizio e della fine del giorno. In questo caso, viene fisicamente modificato attraverso la creazione di un solco nel terreno che consente al sole di ritardare, anche se di poco, la propria sparizione. Si tratta di azioni dal sapore agrodolce, inevitabilmente destinate al fallimento o a una riuscita effimera. Permane, invece, la sensazione di aver assistito a tentativi in bilico fra le più alte aspirazioni umane e la totale assurdità e mancanza di senso.


Monica Poggi